L’Osteopatia, è una medicina manuale e si distingue per il suo approccio integrato e
olistico alla salute. Gli osteopati svolgono un ruolo cruciale nella valutazione e nel trattamento di una vasta gamma di disturbi, non solo muscolo-scheletrici, ma anche viscerali. Questo permette
loro di affrontare non solo i sintomi, ma anche le cause sottostanti delle patologie.
La pratica osteopatica si basa sull’idea che il corpo possiede in sé meccanismi di autoriparazione e che il corretto allineamento e funzionamento delle diverse strutture corporee
(ossa, muscoli, organi) siano essenziali per il mantenimento della salute. Attraverso
tecniche manuali dolci, l’osteopata cerca di ripristinare l’equilibrio e la funzionalità del corpo, migliorando la circolazione, alleviando il dolore e stimolando la capacità di autoguarigione.
La recente ufficializzazione dell’osteopatia come professione sanitaria in Italia ha rappresentato un passo importante per la sua integrazione nel sistema sanitario nazionale e ha permesso agli osteopati di collaborare efficacemente con altri professionisti della salute, come medici, fisioterapisti e chiropratici, per fornire cure più complete e coordinate ai
pazienti.
La medicina osteopatica è una scienza, un’arte e una filosofia applicata alla cura della salute che si basa su
3 principi fondamentali:
• globalità: tutti gli organi del corpo umano sono collegati funzionalmente tra di loro;
• autoregolazione: l’organismo è dotato di un potere naturale di autoguarigione, autoregolazione e autodifesa;
• struttura e funzionalità: tutte le componenti della struttura dell’organismo comunicano fra loro per mantenere lo stato di salute, dunque un ostacolo in questa comunicazione influisce sulla funzionalità.
Lo scopo dell’osteopata al paziente è quello di ristabilire l’armonia della struttura. Attraverso il trattamento manuale cerca di eliminare gli “ostacoli” nella struttura per consentire al corpo di ritrovare la salute attraverso il suo sistema di autoregolazione e autoguarigione. l’osteopata agisce così sulla causa della patologia, non sul sintomo e mette l’organismo in condizione di auto-guarirsi.
La visione olistica pone l’accento sull’importanza di considerare il corpo umano come un sistema interconnesso,
dove ogni elemento influenza gli altri, con l’obiettivo di raggiungere un benessere completo e duraturo. Rappresenta un approccio integrato e complesso alla salute e al benessere. L’osteopatia analizza la relazione tra organi e apparati, e osserva attentamente posizioni e movimenti del corpo, per identificare le cause profonde dei sintomi. Questo approccio cerca di ripristinare un equilibrio generale, favorendo così una guarigione più
duratura. La collaborazione tra medici di diverse specializzazioni aiuta a garantire che ogni aspetto della salute del paziente venga considerato, migliorando
così i risultati terapeutici.
Un principio condiviso anche da altre discipline come l’omeopatia, la naturopatia, l’agopuntura e la chiropratica. Questo principio sostiene, in pratica, che il corpo umano è in grado di “riparare” i danni causati da un evento patologico.
Questi semplicissimi esempi fanno riflettere sul concetto di autoregolazione e di autodifesa del corpo: in base alle mutazioni, interne ed esterne, il corpo modifica spontaneamente le proprie funzioni e ristabilisce gli equilibri.
Per l’osteopata una sfera di trattamento molto importante, oltre a quella strutturale (dell’apparato scheletrico) e viscerale (dei visceri) è la sfera “cranio-sacrale“. Certi studi hanno dimostrato che le ossa del cranio mantengono un minimo movimento di elasticità/scivolamento.
Considerando che la membrana più esterna che riveste il sistema nervoso (la “dura madre”) avvolge il cranio nel suo interno, il canale vertebrale e termina nel sacro, si può dedurre che i micro-movimenti di cranio e sacro si influenzano a vicenda. Tutte queste valutazioni hanno portato alla formulazione dell’Osteopatia e alla convinzione che non si può trattare solo la zona dove il paziente ha dolore. Bisogna invece studiare attentamente le varie relazioni del corpo per far emergere la disfunzione primaria, cioè la causa del dolore, che
potrebbe anche essere molto antecedente all’insorgenza dei sintomi e che ha fatto innescare il processo patologico.